Sei decisioni di progetto per una stanza condivisa in cui ognuno ha il proprio spazio.
Condividere la stanza può essere una scelta o una necessità. In entrambi i casi la differenza la fa il progetto: una cameretta condivisa ben disegnata dà a ciascun bambino un luogo suo, senza dividere la stanza in due.
Anche in pochi metri quadrati, ogni bambino ha bisogno di qualcosa che sia solo suo: un letto, un piano di lavoro, un contenitore, una luce per leggere.
Questi elementi personali sono il punto di partenza del layout: gli spazi comuni, come la zona gioco o il tappeto, si organizzano attorno a loro.
Letti affiancati, a castello, a soppalco o sfalsati: la scelta dipende dalla superficie, dall’altezza del soffitto e dall’età dei bambini. Le soluzioni in altezza liberano spazio a terra per il gioco e lo studio.
Letti alti e letti a castello fanno riferimento alla norma UNI EN 747, che definisce protezioni, aperture e scale e indica il livello superiore come non adatto ai bambini sotto i sei anni.
Una libreria bifacciale, una tenda, un cambio di quota o una nicchia creano privacy senza chiudere la stanza. La luce aiuta: una lampada per ciascuno permette a uno di leggere mentre l’altro dorme.
Con la crescita il bisogno di privacy aumenta: conviene prevedere fin dall’inizio dove potrà passare una separazione più netta.

Quando l’età è diversa, cambiano anche le esigenze: uno gioca a terra, l’altro studia alla scrivania. Zone distinte e arredi regolabili permettono alla stanza di funzionare per entrambi.
Il progetto prevede i passaggi successivi: la zona gioco del più piccolo diventerà a sua volta una zona studio.
In una stanza condivisa il contenimento raddoppia. Ognuno ha i propri cassetti e ripiani, riconoscibili per colore o posizione, e il contenimento chiuso tiene la stanza ordinata.
Armadi e librerie alti vanno ancorati a parete, come indicato dalla UNI EN 14749 per i mobili contenitori.
Due personalità non significano due stanze in una. Una palette comune per pareti e arredi principali tiene insieme l’ambiente; la personalizzazione passa da tessili, lampade e oggetti, facili da cambiare.
Così la stanza resta unitaria e può evolvere con i gusti di ciascuno.
La norma UNI EN 747 indica il livello superiore di letti a castello e letti alti come non adatto ai bambini sotto i sei anni. Protezioni, aperture e scala vanno verificate nel progetto.
Per le nuove abitazioni il DM 5 luglio 1975 indica 14 m² come superficie minima di una camera da letto per due persone. Nelle stanze più piccole il progetto lavora soprattutto in altezza, con soppalchi e contenimento a tutta parete.
Dipende dall’età dei bambini, dalla casa e dalle abitudini della famiglia. Una stanza condivisa ben progettata può funzionare per molti anni, se prevede fin dall’inizio come separare gli spazi quando servirà.
Raccontateci il luogo e l’idea. Vi rispondiamo con una prima valutazione del progetto.
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